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Dipendenza dal gioco d'azzardo
Il gioco d'azzardo patologico è una malattia mentale che ha
grande affinità con il gruppo dei disturbi ossessivo e compulsivi e
soprattutto con i comportamenti d'abuso e le dipendenze.
Il giocatore patologico non presenta caratteristiche somatiche, di
età, di sesso o di classe sociale che lo rendano riconoscibile. Non
riesce a fare a meno di giocare grosse somme di denaro ai casinò
(anche su internet), ai cavalli, o alle scommesse sportive. Più
perde, più alza le puntate. Arriva a indebitarsi, a mettere in gioco
tutto il proprio patrimonio, e poi quello degli altri se ne ha le
possibilità. Tuttavia, dal punto di vista psicologico, più
frequentemente è un individuo con struttura della personalità
narcisista, dipendente e impulsiva. L'esperienza dell'azzardo è
spesso descritta come eccitante, ed è molto difficile smettere.
Spesso dopo una prima fase caratterizzata da vincite esaltanti, la
tendenza è di rincorrere altre vincite, aumentando la frequenza di
gioco e le puntate. Quando si inizia a perdere, si attribuisce ciò
alla sfortuna e si tende ad aumentare il fattore rischio,
nell'illusione di poter ottenere vincite più alte. Le perdite a
questo punto superano di gran lunga le vincite ed inizia così la
fase dell'inseguimento delle perdite, cioè il tentativo di
recuperare il denaro perduto con un colpo di fortuna. Il gioco viene
ora visto come l'unica possibilità di redenzione e recupero.
Il gioco d'azzardo, come tutte le dipendenze, è una malattia
cronica, che necessita pertanto di un intervento terapeutico
strutturato.
L'obiettivo della cura deve essere dapprima l'astinenza dal
comportamento e successivamente il raggiungimento di una condizione
di sobrietà cioè un cambiamento dello stile di vita che permetta di
essere più forti verso le sempre possibili ricadute.
La tendenza di una persona dipendente è quella di negare o
minimizzare il problema e credere che si può smettere da un giorno
all'altro. Il primo compito dello specialista deve essere allora
quello di aumentare il livello di motivazione alla terapia con una
serie di colloqui motivazionali. Il passo successivo dovrebbe essere
la stipula di un contratto terapeutico tra il paziente, la famiglia
e il terapeuta, che comprende un eventuale ricovero, la preparazione
di un programma terapeutico (colloqui individuali, gruppi
psicoterapeutici e psicoeducazionali, terapia psicofarmacologica) e
la pianificazione del rientro dai debiti, con eventuale assistenza
legale. Ruolo molto importante c'è l'ha la famiglia che deve essere
sempre aiutata ad imparare a conoscere questa odiosa malattia e deve
essere coinvolta nella gestione terapeutica del paziente.
| I siti informativi sul gioco patologico |
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